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domenica 3 ottobre 2021

Alessandro D'amico a Verissimo: «Mia mamma è morta prima del mio coming out. Per lei ho donato un rene a mia sorella»

Alessandro D'amico, ex tronista di Uomini e Donne, si racconta a Verissimo dopo la fine della sua avventura nel programma e racconta momenti molto intimi e dolorosi anche della sua vita. Alessandro ammette a Silvia Toffanin che il programma di Maria De Filippi, gli ha lasciato molto: «Mi ha dato quello che è il mio ex, ma porto con me tanti ricordi, tante connessioni con persone».

L'ex tronista racconta del rapporto con la mamma scomparsa dopo essersi ammalata nel 2010. Il suo coming out è avvenuto tardi, quindi spiega che a lei non ha mai confessato di essere gay: «Mia mamma era il mio scudo, il mio porto sicuro. Non le ho mai detto che ero gay, ma mi sarebbe piaciuto dirglielo avere un consiglio, ma poi parlando con i miei parenti ho capito che in fondo lei lo sapeva. Se fosse stata viva e lo avesse saputo sono sicuro che mi avrebbe detto "Quanto sei bello, vai avanti non pensare a niente"».

La perdita della mamma è stato un grande vuoto, che ha saputo colmare in parte con un gesto fatto alla sorella. A Silvia racconta: «Mia sorella da piccola ebbe un incidente con la moto e perse il rene. Negli anni la sua condizione di è aggravata così io ho scelto di darle il mio rene. In lei io vedo mia mamma, ho voluto fare qualcosa per lei e l'ho fatto in un secondo, senza pensarci troppo. Per me così si è chiuso un cerchio».

martedì 15 settembre 2020

Lapo Elkann, il suo dramma a Verissimo: «La persona a cui ho voluto più bene si è uccisa»

Lapo Elkann, il suo dramma a Verissimo: «La persona a cui ho voluto più bene si è uccisa».  Lapo si confessa nel salotto di Silvia Toffanin toccando aspetti dolorosi della sua vita. Il nipote di Gianni Agnelli ha avuto un'infanzia complicata, segnata dalla dislessia e soprattutto dalle violenze subite quando aveva solo 13 anni. «Sono stato abusato all'età di 13 anni più volte in collegio ed è qualcosa che ha creato confusione nella testa. Ti porta ad andare verso l'autodistruzione e rischia di ammazzarti. Devi accettarlo e andare in profondità. La mia fortuna è che ho una grandissima forza di volontà e sono ipersensibile. Le due cose insieme mi aiutano. Poi con il tempo ho imparato la cosa più importante: accettare se stessi e chiedere aiuto». 

Lapo è riuscito ad affrontare le sue fragilità e a porsi degli obiettivi, mentre il suo migliore amico non ce l'ha fatta: «Il mio migliore amico si è ucciso. Era la persona a cui ho voluto più bene nella mia vita. Era una persona fantastica, fragile, che a differenza mia non ha combattuto i suoi demoni. Nel mio cuore c'è sempre». 

In un periodo complicato come questo, Lapo sente l'esigenza di fare del bene: «Da bambino avevo due sogni, uno era diventare pilota di Formula Uno, e l'altro di cambiare il mondo. Il mio obiettivo è diventare imprenditore della solidarietà. A me aiutare gli altri fa stare meglio che guadagnare soldi. Quello che mi fa felice e vedere gli altri che non possono esserlo diventarlo. Sto vivendo questo periodo con grande preoccupazione. Si vede tanta rabbia, tanta tensione, si vedono persone che pensano che il Covid non esista. Dobbiamo imparare a vivere con il Covid. Invece di farci la guerra, dovremmo lavorare per riportare energia».

E sulla droga ammette: «Le sostanze ti portano solo lontano da chi sei, a perdere te stesso e i tuoi obiettivi. Penso di essermi fatto abbastanza male da solo nella mia vita. Penso che non ci sia niente di più importante dell'amore. 

Infine sulla vita privata: «Ho una fidanzata molto simpatica e diversa da quelle che ho avuto. È una donna molto forte. Le sono grato perché mi aiuta nel lavoro su me stesso e nella ricerca di un equilibrio, ma non è la donna giusta per fare un figlio. Vorrei diventare papà di una bambina, ma ho paura. Non amo i fallimenti, non voglio divorziare. Fare un figlio non è un gioco».

venerdì 29 maggio 2020

Caterina Balivo, l'addio a Vieni da me: «Questi momenti dolorosi mi hanno insegnato a dare il giusto peso alle cose»

Su Leggo.it le ultime novità. Caterina Balivo, l'addio in diretta a Vieni da me: «È tempo di lasciare questo porto sicuro, mi mancherete». Oggi, in apertura di puntata, la conduttrice campana ha annunciato in lacrime l'addio alla trasmissione di Rai1. 


«Sono 15 anni che vi saluto tutti i pomeriggi - spiega commossa Caterina - penso a Festa Italiana, Italia sul Due, Detto Fatto e Vieni da me. Questi momenti così dolorosi per tutti, mi hanno insegnato a dare il giusto peso alle cose. Per questo motivo, è tempo che lasci questo porto sicuro che ho contribuito anch'io a lanciare due anni fa». 

E conclude in lacrime: «È tempo di fare nuove esperienze. Mi mancherete, ma sono sicura che non ci perderemo di vista». Applausi in studio.

Pochi minuti dopo l'annuncio, Caterina Balivo ha pubblicato su Facebook il suo saluto ai telespettatori di Vieni da me: «Questa per me è l’ultima puntata, sono trascorsi 15 anni da quando vi dico buon pomeriggio... Ogni volta sono riuscita, con meravigliosi compagni di viaggio, a portare la nave in porto attraversando mari difficili, molto difficili. Da Festa italiana a Pomeriggio sul due a Detto fatto e a Vieni da me. In particolare modo il successo di questi ultimi due anni mi hanno ripagata di tanti sacrifici familiari e professionali che ho fatto. Ma per navigare l’oceano, diceva Cristoforo Colombo, bisogna avere il coraggio di perdere di vista la riva. E questi momenti così dolorosi per tutti, mi hanno insegnato a dare il giusto peso alle cose e quindi a trovare il coraggio di lasciare un porto prestigioso e sicuro come questo. È arrivato il tempo quindi, di fare nuove esperienze per entrare sempre di più e meglio nelle vostre case. Mi mancherete ma noi sicuramente non ci perderemo di vista! E ora diamo inizio alla 350esima puntata e godiamocela tutta».

mercoledì 29 aprile 2020

Virginia Sanjust, da «Signorina buonasera» a stalker: denunciata dall'ex fidanzato

Da Signorina Buonasera, amata dagli italiani, a stalker indefessa. La parabola della vita di Virginia Sanjust di Teulada, conduttrice tv e figlia d'arte, indicata anni fa come presunta amica del cuore di Silvio Berlusconi, tocca uno dei punti più dolorosi. Da qualche giorno l'ex presentatrice romana, di casa a Ponte Milvio, è finita agli arresti domiciliari in una casa di cura. Sopraffatta da un disagio psicologico ha perseguitato per mesi una ex fiamma, un quarantenne come lei che dopo qualche giorno d'intesa ha preferito non avviare una relazione. Un rifiuto che la Sanjust avrebbe ripagato, appunto, con molestie e persecuzioni: da pedinamenti a intrusioni in casa, conditi con minacce e dall'ossessione di suonare a ripetizione il campanello di casa di lui.


Più di sei mesi di tormenti che alla fine hanno spinto l'uomo a denunciare l'innamorata respinta. Gli episodi più gravi, ricostruiti a piazzale Clodio, risalgono a un anno fa, i primi di maggio. L'ex annunciatrice Rai forza una finestra, e in assenza del padrone di casa, si piazza in salone. «Punta su una convivenza con la forza», denuncia lui, «È instabile». Passano pochi giorni e l'uomo viene schiaffeggiato. A settembre scene analoghe. L'allontanamento da casa non basta: Virginia Sanjust di Teulada utilizzando un vaso di terracotta infrange la finestra e rientra in casa dell'uomo. A dicembre la strategia si affina. Pochi giorni prima di Natale induce i vigili del fuoco a fare un intervento per rientrare nell'appartamento (che però si rivela appunto non il suo). Serviranno poi altre forze dell'ordine per allontanarla. Lo scorso fine gennaio altra aggressione. L'ex presentatrice si intrufola di nuovo nell'appartamento e cerca di allontanare lui. «Se vuoi vattene tu. Non ne posso più». Tra scampanelii, pedinamenti, tentativi di irruzione i blitz della Sanjust si sarebbero prolungati fino a un paio di mesi fa.

La perizia disposta dai magistrati esclude l'incapacità della donna, figlia dell'attrice Antonella Interlenghi e del nobile sardo Giovanni Sanjust di Teulada, ma ne evidenzia le fragilità. Così gli arresti domiciliari in casa di cura, per i reati di stalking e violazione di domicilio, è stato applicato su richiesta del pm Antonio Verdi.