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mercoledì 6 gennaio 2021

Stefano De Martino: «Io, fruttivendolo d'elite. Così mi sono salvato dalla droga»

Stefano De Martino: «Io, fruttivendolo d'elite. Così mi sono salvato dalla droga». Cresciuto in una realtà difficile, emerso grazie alla passione per quello che è diventato il suo lavoro. Stefano De Martino, che torna su RaiDue alla conduzione di Stasera tutto è possibile, si è raccontato in un'intervista al Corriere della Sera.

De Martino è partito dagli anni dell'adolescenza: «Sono cresciuto negli anni Novanta a Torre Annunziata, in una realtà violenta, fatta di guerre tra clan, di spaccio all’aria aperta. In quei posti si cresce velocemente». Il palazzo dove viveva «non aveva né portone né citofono, ci si chiamava con un fischio… ma per via di quell’accesso libero spesso trovavo tra una rampa di scale e l’altra siringhe, lacci emostatici… mia madre non poteva nasconderlo: ha dovuto spiegarmi presto da cosa stare lontano e perché. Penso che mi abbia aiutato a evitare tanti guai».

Oggi ballerino e conduttore affermato, Stefano De Martino si dice anche contento di essere un esempio positivo per i ragazzi della sua Torre Annunziata: «"Se ce l’ha fatta lui, anche loro possono”». Ha spiegato che bisogna «mettere amore in quello che si fa. Gli ultimi due anni prima di iniziare a lavorare in tv facevo il fruttivendolo: ecco, ricordo che il mio desiderio era diventare il più bravo fruttivendolo che c’era nella zona. Mi svegliavo alle 4 e mezzo ed ero felice: sarà che ho sempre visto qualcosa di poetico nei lavori che si svolgono la mattina presto o la notte. Tutto il mondo dorme e tu sei lì, nel silenzio. Il primo caffè che prendevamo alle 5, prima di alzare la saracinesca, me lo gustavo tutto: mi sembrava di far parte di una specie di elite». 

mercoledì 20 maggio 2020

Jacopo Bacis, morto a otto anni caduto dal terzo piano. Ipotesi choc: «Giocava a un videogame di realtà virtuale»

L'ipotesi choc sulla morte del piccolo Jacopo Bacis: «Al momento della caduta stava giocando a un videogame di realtà virtuale». La polizia avrebbe infatti individuato sul tablet del bambino di otto anni, precipitato dal terzo piano della sua abitazione di Arezzo, il videogioco con cui probabilmente si stava cimentando quando sabato sera è caduto ed è morto. Ad esaminare il tablet è stata la squadra mobile che ha individuato il videogioco, pare lasciato aperto dal bambino prima di precipitare.


Secondo quanto appreso dall'Ansa si tratta di un gioco che simula come, dopo una catastrofe, la Terra rischi di essere invasa dagli alieni e, dunque, stimola i videogiocatori al combattimento per difenderla.

Intanto il pm Roberto Rossi ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati, a modello 45, per chiarire la dinamica ed accertare l'ipotesi del gioco come probabile attività che il bambino, figlio dell'ex calciatore Michele Bacis, stava svolgendo prima di cadere.

Gli accertamenti della polizia riguardano anche l'eventuale pericolosità dello stesso videogioco. Il tablet è stato consegnato dalla famiglia alla polizia proprio per fare gli accertamenti. Oggi nella cattedrale ultimo saluto a Jacopo con funerali privati.