Visualizzazione post con etichetta fiction. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fiction. Mostra tutti i post

martedì 13 aprile 2021

Sabrina Ferilli offre uno stipendio e le spese legali all'operaio tarantino licenziato dopo aver condiviso un post della sua fiction

Sabrina Ferilli si è offerta di pagare uno stipendio e di sostenere le spese legali dell'operaio tarantino di ArcelorMittal licenziato. L'uomo è stato allontanato dal posto di lavoro dopo avere condiviso su Facebook un post in cui invitava a guardare la fiction di cui l'attrice è protagonista "Svegliati amore mio".

La fiction, sceneggiata e diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, racconta la storia che si dipana intorno a un’acciaieria (Ghisal) le cui polveri sottili provocano una leucemia alla figlia della protagonista. Una storia che si ispira alla realtà di alcune aziende e alcuni territori che ha spinto l'operaio Riccardo Cristello a condividerla su Facebook rischiando però il posto di lavoro.

La Ferillli si è però offerta di aiutare l'uomo: «L'attrice ha telefonato a Riccardo Cristello dopo aver appreso che il lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto era stato licenziato. A Sabrina Ferilli va il ringraziamento, mio e di tutto il sindacato che rappresento, per aver offerto al lavoratore la propria immediata disponibilità a sostenere le spese legali, oltre al pagamento di uno stipendio», ha fatto sapere il sindacato Usb di Taranto a LaPresse attraverso il coordinatore provinciale Francesco Rizzo.

Insieme a lei si è offerto di aiutare l'operaio anche Michele Riondino, protagonista della serie tv “Il giovane Montalbano”, organizzatore dell’Uno Maggio tarantino, manifestazione il cui intento consiste nel sensibilizzare sul tema della salute e dell’ambiente.


sabato 5 dicembre 2020

Sara Melodia, da “Don Matteo” a “Doc”: addio alla regina delle fiction (Lux Vide) morta a 45 anni. Lascia 3 figli

La tv italiana piange la scomparsa prematura di Sara Melodia, storico direttore editoriale di Lux Vide e responsabile di produzioni di successo come Don Matteo, Sotto Coperturà, I Medicì, Diavoli e Doc - Nelle tue Mani. Aveva 45 anni ed era a capo di un'altra produzione Rai, la cui uscita è prevista per il 2021: Leonardo. Tutti la conoscevano come «la Regina della Fiction» e vantava un curriculum di elevato spessore: maturità classica - con pieni voti al Parini e laurea con lode all'Università Cattolica; in seguito aveva intrapreso la strada della scrittura per fiction, conseguendo due master. Uno presso l'Università Cattolica di Milano, e un secondo presso la LUMSA di Roma.

Lux Vide, casa di produzione fondata da Ettore Bernabei, ha dato la notizia in queste ore. In Lux Vide sin dal 1999, Sara Melodia aveva maturato una solida esperienza e garantito il suo personale contributo, portando «invenzione creativa e rigore di scrittura». Prima produttore creativo, contribuisce a ideare e realizzare Coco Chanel e Guerra e Pace; poi, dal 2004, opera in qualità di vice direttore del settore sviluppo e produttore creativo.

Ad esprimere vicinanza, nel frattempo, si sono aggiunte personalità di spicco della televisione italiana: l'amministratore delegato di Lux Vide, Luca Bernabei, il presidente della società, Matilde Bernabei, più Elena Sofia Ricci, Raoul Bova, Rocio Munoz Morales, Daniele Liotti, Francesca Chillemi, Giusy Buscemi, Pierpaolo Spollon, Erasmo Genzini, Gianmarco Saurino, Giovanni Scifoni. Moglie di Lorenzo e mamma di tre bambini - Maddalena, Benedetta e Filippo Maria - Sara Melodia era da tempo malata di tumore. 

Di seguito il comunicato di Lux Vide: «Cara Sara, alla fine hai ceduto anche tu. Hai lasciato Lux Vide per un posto migliore. Ci avevano provato in tanti a portarti via da noi, gruppi editoriali, produttori. Tutti volevano la Regina della Fiction. Ma tu hai sempre detto no. Non per soldi, non per carriera. Tu sei rimasta per Amore. Amore di quel progetto che era di Ettore Bernabei e adesso è di Luca e Matilde. Sei rimasta per raccontare storie che scaldassero il cuore, per far vivere personaggi che per gli spettatori fossero come buoni amici. Sei rimasta per far sognare. E anche per telefonarci a tarda notte e rimetterci in riga. Hai vissuto mille vite, perché in ogni dama, ogni soldato, in ogni prete in bicicletta o trader di borsa c’era un pezzo di te. Hai scelto luci, capelli, battute. Hai editato pagine di sceneggiatura e tagliato minuti di film. Vedere la luce accesa nel tuo ufficio ci faceva andare a casa tranquilli. Avevamo la migliore, il pezzo unico, il talento che capita una volta in una generazione. Eppure ci hai lasciato. Alla fine hai accettato l’offerta dell’Unico a cui non hai potuto dire di no. Ciao Sara, ci manchi da spezzare il cuore. Per favore, tieni la luce accesa Lassù. La guarderemo e andremo a casa tranquilli, sapendo che tu ci sei. Buon viaggio».

mercoledì 27 maggio 2020

Virginie Marsan, ecco com'è diventata oggi la bimba del film Piccolo grande amore

Virginie Marsan ha esordito nel cinema giovanissima: aveva solo otto anni quando ha interpretato il suo primo ruolo in Piccolo grande amore, il film cult di un'intera generazione di ragazze con un indimenticabile Raul Bova che esce dal mare della Sardegna come se fosse un dio greco. 


Virginie era la bambina che, durante un viaggio in auto con i genitori, riconosce in "Lisa" (Barbara Snellenburg) la Principessa Sofia del Liechtenhaus. 


Da allora, Virginie ha recitato in molti altri film di Carlo Vanzina, marito della madre Lisa Melidoni a cui era molto legata, oltre che nella fiction Mediaset Piper. 

Oggi, al termine del lockdown, la ritroviamo a cena in un ristorante della Capitale, il Camponeschi di Piazza Farnese, fotografata dal king dei paparazzi Rino Barillari, mentre si gode il ritrovato piacere di una cena fuori dopo mesi di quarantena forzata. 

martedì 21 aprile 2020

Elena Sofia Ricci: «La fiction "Vivi e lascia vivere" è un messaggio di speranza»

Si può – e si deve – rinascere anche quando un evento tragico sconvolge la nostra esistenza. È il messaggio della serie di Pappi Corsicato Vivi e lascia vivere, 6 puntate – in onda dal 23 aprile in prima serata su Rai1 – con Elena Sofia Ricci nei panni di una madre ultracinquantenne costretta a ricominciare da zero dopo aver perso il marito e il lavoro.


Una serie dove niente però è come sembra
«È vero, Laura, il personaggio che interpreto, viene travolta da un terremoto e si porta dietro un segreto, ma non è l’unica, anche altri personaggi sono diversi da come sembrano. Non ci sono eroi, ci sono uomini e donne che non sono perfetti ma sono combattenti e avranno modo di recuperare. Speriamo di dare energia alle persone che ci guardano in questo periodo drammatico, in cui c’è bisogno di reinventarsi».

Un messaggio attuale
«Sì, prima che fossimo investiti da questa tragedia il mondo stava andando allo sfacelo, siamo caduti nell’edonismo sfrenato e la disonestà ha regnato sovrana. Questa è una guerra, è il momento di fare qualcosa per cambiare: bisogna reintrodurre l’educazione civica nelle scuole, recuperare il rispetto delle regole e del prossimo, lavorare sull’intelligenza emotiva. Dobbiamo guardarci allo specchio e capire le nostre responsabilità».

Il futuro dello spettacolo?
«Sarà impossibile tornare al lavoro in tempi brevi, finché non si trova il vaccino. La salute è la priorità, ma noi artisti che possiamo permetterci di non lavorare per mesi siamo pochissimi, bisogna trovare fondi per aiutare tutti gli altri lavoratori di questo settore. Il governo destina alla cultura lo 0,8% del Pil, spero si faccia di più».

Nella serie recita per la prima volta con sua figlia: che effetto le fa?
«Emma interpreta Laura da giovane, quindi se c’era lei non c’ero io, ma pensarla in questo ruolo mi diverte e mi emoziona. È stato Corsicato a pensare a lei, che aveva già fatto Don Matteo: mi assomiglia molto nel modo di fare e ha centrato il personaggio».