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giovedì 8 luglio 2021

Lo sfogo social di Mario Balotelli: «Non si sputa nel piatto in cui si è mangiato»

Lo sfogo social di Mario Balotelli, il giorno dopo Italia Spagna, fa riflettere. In molti hanno esultato ieri sera insultando Mario, senza motivo. A poche ore dalla finale di Euro 2020 conquistata dagli Azzuri, Mario Balotelli si sfoga in una storia Instagram non capendo l'odio riversato nei suoi confronti.

«Ho visto tanti insulti nei miei confronti e come sapete non ho problemi a esprimere i miei pensieri. Non capisco tutto questo odio nei miei confronti da parte di tanti di voi italiani». Inizia così lo sfogo del nuovo giocatore dell' Adana Demirspor, squadra neopromossa della massima serie turca.

«L'Italia sta facendo un grande europeo - continua SuperMario - e io non ci sono perché i ragazzi in questi anni hanno meritato più di me la convocazione. Con questo, a che serve scrivermi 'sei scarso, stai a casa, non vali niente, non sei italiano'?». 

Mario Balotelli non ci sta e lancia una sfida, soprattutto a se stesso: un mondiale che non vede solo come un sogno. «Ci avete mai pensato - prosegue - che il mondiale è un torneo difficile da conquistare per me, ma non impossibile? E cosa dovrei dire se dovessi meritarlo? No, non mi riconosco in voi, quindi addio nazionale? Pensate prima di scrivere, non si sputa nel piatto dove si è mangiato. Comunque ora forza Italia, tutti insieme».

martedì 12 maggio 2020

Londra, passeggero tossisce e sputa alla bigliettaia del treno: «Ho il coronavirus». La donna si ammala e muore

Un passeggero le ha tossito e sputato addosso dicendo di essere malato di coronavirus. Così Belly Mujinga, bigliettaia per le ferrovie britanniche di 47 anni, si è ammalata ed è morta. La sua storia ha fatto il giro del mondo dopo la denuncia del sindacato. La polizia ha aperto un'inchiesta per rintracciare l'aggressore. Lo scorso marzo Belly era al lavoro con una collega alla Victoria station di Londra, quando entrambe sono state aggredite dall'uomo.


Pochi giorni dopo le due donne si sono ammalate di coronavirus. Come riporta il Daily Mail, la Mujinga, che già soffriva di problemi respiratori, è morta il 5 aprile dopo essere stata ricoverata in terapia intensiva.
«Siamo scioccati e devastati per questa morte  - si legge in una nota del sindacato, che chiede un risarcimento per la famiglia della vittima -, Belly è una delle tante lavoratrici e lavoratori in prima linea che hanno perso la vita a causa del coronavirus».

La quarantasettenne lascia una bambina di 10 anni. Il marito ha riferito ai media britannici di aver tentato inutilmente di contattare la moglie quando si trovava in ospedale e che poco dopo ha ricevuto una telefonata dal personale sanitario che lo informava del decesso. «Era una persona premurosa e si sarebbe presa cura di tutti», ha dichiarato l'uomo. La storia di Belly ha colpito numerosi utenti dei social media per il suo epilogo drammatico.