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venerdì 15 luglio 2022

Sara Croce, il magnate ex fidanzato rinuncia alla causa: le aveva chiesto un milione. «Regali, viaggi e abiti di lusso»

Voleva chiederle un risarcimento di un milione di euro, ma ora si è tirato indietro e dovrà pagare 30mila euro di spese legali: un sospiro di sollievo per Sara Croce, showgirl e 'Bonas' di Avanti un altro, e per sua mamma. Il magnate Hormoz Vasfi, ex fidanzato di Sara, ha infatti rinunciato a farle causa dopo averle chiesto un maxirisarcimento, così il giudice civile di Pavia Simona Caterbi «dichiara la cessazione del contendente per intervenuta rinuncia all'azione da parte dell'attore». Non solo: l'uomo d'affari è stato condannato a rimborsare alla Croce e alla madre (anche lei citata in giudizio) le spese legali pari a 27.364 euro, più le spese generali.

Come si legge nella sentenza, pubblicata dall'agenzia Adnkronos, la rinuncia all'azione, «comportando la cessazione della materia del contendere» rende inevitabile il finale: «il presente giudizio non può che concludersi con la pronuncia di una sentenza che attesta il venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione del processo». Con un provvedimento di cinque pagine il giudice mette fine a una diatriba iniziata nell'ottobre 2020 quando il petroliere chiamò a rispondere in solido l'ex fidanzata - assistita dall'avvocato Laura Cossar - e la madre Anna Maria Poillucci chiedendo un risarcimento di milione di euro «per aver allacciato una relazione al solo fine di trarne un profitto economico per sé e per la sua famiglia, raggirando le buone intenzioni di un ricchissimo e noto uomo d'affari».

Nel lungo atto di citazione, quasi 30 pagine, la difesa del magnate parla di «una truffa» che sarebbe iniziata nel settembre 2019 quando Hormoz Vasfi e Sara Croce iniziano a frequentarsi. Un corteggiamento suggellato da lungo elenco di regali costosi come un gioiello Bulgari da 50mila euro o un orologio e un bracciale Cartier (totale 34mila euro) comprati per suggellare il fidanzamento. Tra i soldi che si chiedono indietro c'è lo shopping di lusso - i 47mila euro spesi nelle migliori boutique di Dubai o i 66mila euro pagati a Parigi -, i viaggi esclusivi come il Capodanno trascorso insieme a Las Vegas, l'affitto dell'appartamento in via San Marco, in pieno centro a Milano, e la Land Rover da 45.600 euro.

Viaggi e cene a cui vanno sommati i regali per compiacere la madre della giovane compagna e così la pretesa di risarcimento riguarda anche una lavatrice, cialde per il caffè e un dvd per complessivi 900 euro. Sara Croce «ha recitato la parte della fidanzata innamorata», ma «non ha mai nutrito un sentimento sincero» e per questo le era stato chiesto di risarcire il danno patrimoniale quantificato in 1.051.548,72 euro. Una richiesta a cui Vasfi, prima della conclusione della causa civile, rinuncia: non solo non avrà il milione di euro chiesto, ma dovrà pagare circa 30mila euro di spese.

martedì 25 febbraio 2020

Harvey Weinstein condannato per stupro e violenza sessuale e arrestato in aula

Harvey Weinstein è stato riconosciuto colpevole e condannato per stupro nei confronti di una donna e violenza sessuale ai danni di un'altra. L'ex produttore di Hollywood, al centro della campagna di accuse di violenze e molestie che ha dato via al movimento del #metoo, è stato però assolto dalle accuse di aggressione sessuale nei confronti di altre due donne, Miriam Haley e Jessica Mann.


Erano in tutto cinque i capi di imputazione contestati a Weinstein. L'accusa di aggressione sessuale, per la quale era stato assolto, era quella che prevedeva la pena più lunga, dai 10 anni all'ergastolo. Mentre per le accuse di stupro e violenza sessuale per le quali è stato condannato rischia una condanna tra i cinque ed i 25 anni. Il processo di fronte alla New York State Supreme Court, che si era aperto all'inizio del mese, a due anni delle inchieste bomba di New York Times e New Yorker che hanno riportato le denunce di decine di donne che accusavano l'allora potentissimo produttore di Hollywood di abusi sessuali, stupro, molestie ed in genere di usare il suo potere nel mondo del cinema per approfittarsi delle giovani donne.

Sono state almeno 100 le donne che hanno accusato Weinstein, che ha 67 anni, ma le accuse che sono state presentate ai 12 giurati di New York erano basate sui casi di due donne, mentre i procuratori hanno portato la testimonianza di altre quattro donne per provare il comportamento predatorio di Weinstein. Subito dopo la lettura del verdetto di condanna, il giudice del tribunale newyorkese ha ordinato la detenzione di Harvey Weinstein senza possibilità di cauzione. L'avvocato Donna Rotunno ha così chiesto gli arresti domiciliari per il 67enne ex produttore cinematografico, citando «lettere dei medici» curanti ed il fatto «che non è stato condannato per le accuse più gravi». Ma il giudice non ha accolto la richiesta e Weinstein è stato ammanettato in aula.

Il giudice ha detto che trasferirà alle autorità carcerarie la richiesta di tenere il detenuto in infermeria fino alla sentenza, fissata per l'11 marzo scorso, in cui verrà annunciata la decisione del giudice sulla pena. In base alle accuse per le quali è stato ritenuto colpevole, Weinstein rischia fino a 25 anni di carcere. Anche oggi, come per le precedenti udienze, Weinstein è arrivato in aula camminando con un deambulatore. I suoi avvocati dicono che è necessario in conseguenza delle ferite riportate durante un incidente automobilistico avvenuto la scorsa estate. Intanto la sua portavoce ha già annunciato che uno dei legali «si sta già recando alla corte d'appello per presentare il ricorso».