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lunedì 7 marzo 2022

Verissimo, Nathaly Caldonazzo e il rapporto con gli uomini: «Cerco qualcuno che mi voglia davvero bene»

Nathaly Caldonazzo, ospite a Verissimo, ha parlato del suo rapporto con gli uomini che parte da quello con suo padre, morto a soli 53 anni. «Era violento con mia madre e mia sorella. Ho visto scene agghiaccianti, ma poi quando è morto, a soli 53 anni, l'ho perdonato» dice l'ex gieffina a Silvia Toffanin. «Ma non è per questo che ho condizionato i mie rapporti successivi con gli uomini, anzi» dichiara Nathaly. 

«Non ce l'ho con gli uomini, so come devo essere amata e cerco qualcuno che mi voglia davvero bene» continua la showgirl. Dopo il grande amore con Massimo Troisi che l'ha costretta a soffrire, a causa della morte del regista, per molto tempo dopo, Nathaly ha ripreso la sua vita più forte di prima. 

Alla domanda di Silvia su un'eventuale storia d'amore in corso, lei replica con: «C'è un'amizia speciale ora, ma niente di» lasciando intendere che ci sia una frequentazione in corso con qualcuno. 

Uscita da poco dalla Casa del GF Vip, Nathaly parla della sua esperienza senza filtri: «Sono stata me stessa: questo è l'importante. Di haters è pieno il mondo, ma per fortuna anche di persone che mi amano. Va benissimo così» concude.

martedì 18 gennaio 2022

Gf Vip, il racconto struggente di Nathaly su Massimo Troisi: «A 18 anni il suo cuore si fermò ...Mi manca»

GF Vip, il racconto struggente di Nathaly su Massimo Troisi: «A 18 anni il suo cuore si fermò ...Mi manca». Tra i grandi amori della Caldonazzo c'è sicuramente quello per l'attore napoletano scomparso nel 1994 a causa di un attacco cardiaco.

Tra le sorprese di questa edizione del Grande Fratello Vip c'è senza ombra di dubbio Nathaly Caldonazzo. L'attrice ha raccontato la sua storia e il suo rapporto con gli uomini, che spesso sono stati cattivi con lei. Tra loro però c'è un'eccezione ed è stato Massimo Troisi.

«Sono passati 28 anni - racconta emozionata la Caldonazzo - ero al ristorante con una mia amica e lui mi guardava continuamente, uscendo l'ho salutato e non se l'aspettava. Ha chiesto al proprietario come mi chiamavo, ma io all'epoca avevo un cognome diverso e quindi non mi trovava, poi il suo miglior amico si mise con la parrucchiera di mia sorella e mi invitò a prendere un caffè a casa sua. Mi aprì quest'uomo affascinante, e subito ho pensato potesse essere il mio uomo».

Nathaly e Massimo Troisi hanno vissuto insieme gli utlimi due anni di vita dell'attore napoletano: «Abbiamo fatto viaggi meravigliosi, poi durante l'ultimo viaggio in Costa Rica dimenticò un po' le medicine ed era molto affaticato. Io sapevo della sua malattia - spiega Nathaly - sentivo il ticchettio del suo cuore, mi raccontò che a 18 anni gli si fermò il cuore dopo una partita e il suo quartiere fece una colletta per farlo operare a Houston».

Le fatiche del viaggio costrinsero la coppia a volare proprio a Houston e il responso del medico non fu dei migliori: «Gli disse che aveva un cuore di un settantenne, pieno di cicatrici e si doveva rioperare, ma l'operazione non andò bene. Rimanemmo un mese e mezzo in quell'ospedale. Io avevo 25 anni, ha avuto un infarto sotto i ferri, ma io non gliel'ho mai detto, e doveva fare un trapianto. Non riuscivamo mai a tornare. Dopo un mese e mezzo siamo tornati e lui ha voluto per forza fare il suo film (Il Postino ndr). Morì il 4 giugno e aveva la morte in faccia, facevo di tutto ma lui era caduto in una depressione molto forte, era difficile tirarlo fuori. Mi disse una frase di Neruda: "Il depresso è come un prigioniero con la porta aperta, io mi sento così". Mi manca come essere umano, come persona, ha sempre preso di mira se stesso e mai gli altri, non credo manchi solo a me».